La dieta nelle malattie infiammatorie croniche dell’intestino

 


Le malattie infiammatorie croniche intestinali sono rappresentate fondamentalmente dalla Malattia di Crohn e  dalla Colite (o Rettocolite) Ulcerosa.


Tali malattie si manifestano con  sintomi abbastanza sovrapponibili, ed essi sono la diretta conseguenza degli attacchi di infiammazione acuta della mucosa intestinale, alternati a periodi di relativo benessere. Le cause non sono del tutto svelate anche se per molteplici fattori si è dimostrato un ruolo attivo e determinante.

La  colite  ulcerosa  e la  malattia  di  Crohn si manifestano  per lo  più

in soggetti giovani  adulti, pur  notandosi, in  tempi più recenti, un

notevole incremento nell’ età pediatrica.


La definizione di “malattie croniche” implica il concetto della “non guaribilità”, ma ciò non esclude che esse siano “curabili”.


La terapia medica è basata prevalentemente sull’uso di composti a base di cortisonici, di mesalazina, di salicilati, di immunosoppressori, oltre che di antibiotici e probiotici. La loro somministrazione dovrebbe essere modulata in rapporto alla intensità della sintomatologia e ai risultati dei controlli clinico-strumentali cui periodicamente i pazienti dovrebbero sottoporsi (indici infiammatori, indici nutrizionali, controlli endoscopici ecc.). Purtroppo il trattamento medico, adottato come unico criterio terapeutico, non si rivela in grado di ottenere risultati pienamente soddisfacenti. Inoltre, indipendentemente da questa considerazione, bisogna rilevare come non sia rara l’insorgenza di complicanze cliniche che richiedono un intervento chirurgico (ad es. in caso di fistole o stenosi intestinali).

Attualmente molta attenzione viene prestata al ruolo che le terapie nutrizionali e dietetiche possono rivestire in un’ottica più vasta in rapporto all’approccio terapeutico di queste patologie.

Da una parte una terapia nutrizionale di supporto è indicata nella correzione dei deficit nutrizionali che si manifestano nelle fasi acute, permettendo un pronto recupero ponderale e una rinormalizzazione degli indici nutrizionali; dall’altra parte, con sempre maggior successo, la terapia dietetica-nutrizionale viene adottata elettivamente anche con la finalità di attenuare la vera e propria componente infiammatoria.


In relazione alla gravità della malattia si ricorre alle seguenti modalità di terapia nutrizionale:

  1. -nutrizione parenterale, (per via endovenosa) soprattutto in caso di 

  complicanze di ordine chirurgico.

  1. -nutrizione enterale (per sondino naso-gastrico o per bocca),

  elementare, semi-elementare, polimerica: essa costituisce  la  terapia

  dietetica  più  efficace, se non sussistono complicanze  chirurgiche.

- diete speciali, senza lattosio, povera  o ricca di scorie ,  ipercalorica

  iperproteica, con somministrazione o meno di vitamine ed integratori

  alimentari

Anche se il meccanismo d’azione della terapia dietetica-nutrizionale non è

del  tutto  chiarito,  il  rapporto  costo/beneficio  certamente  giustifica,

nei casi non ancora complicati,  l’adozione   di   un  protocollo   dietetico

come primo intervento terapeutico.


Di certo è stato osservato, soprattutto nei bambini affetti da Morbo di Crohn, che la terapia nutrizionale si è spesso dimostrata più rapida ed efficace dei cortisonici nella cura della fase infiammatoria.


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